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ALL FRØNTIERS
Indagini sulle musiche d'arte contemporanee
Rassegna internazionale di musica 9-10-11 novembre 2007
Sala Civica Bergamas Gradisca d'Isonzo (Gorizia)
tutti i concerti sono eventi unici in Italia
venerdì, 9. Novembre 2007 dalle h.20.30
• FRANCES-MARIE UITTI (USA)
• FEDERICO PASSERA (I)
• PETER BRÖTZMANN-M.PLIAKAS-M.WERTMÜLLER (D/CH)
• SAADET TÜRKÖZ (TR/KZ)
sabato, 10. Novembre 2007 dalle h.21.00
• WAYNE HORVITZ & GRAVITAS Ensemble (USA)
• MARGARETH KAMMERER-DANIELA CATTIVELLI (I)
• MARC RIBOT (USA)
domenica, 11. Novembre 2007 dalle h.18.00
• CLIVE BELL (GB)
• GIANCARLO SCHIAFFINI-W.PRATI-S.SCHIAVONI (I)
• KEIJI HAINO solo (J)
intervallo/intermission
• KEIJI HAINO-PETER BRÖTZMANN duo (J/D)
• MIDAIRCONDO (S)
venerdi, 9. Novembre 2007 dalle ore 20.30
• FRANCES-MARIE UITTI (Stati Uniti)
Frances-Marie Uitti_ violoncello 6 corde, elettronica dal vivo
Uno tra i nomi più attesi di All Frontiers 2007, quello di Frances-Marie Uitti. È sufficiente scorrere l'elenco di compositori che hanno scritto per lei per immaginarne lo spessore: György Kurtág, Luigi Nono, Giacinto Scelsi (suo amico dai tardi Settanta in poi) Sylvano Bussotti e ancora. Collaboratrice con i radicali Iannis Xenakis, John Cage, Elliott Carter ecc. Ha lavorato, tra gli altri, con Elliott Sharp, Pauline Oliveros, Scanner, DJ Low, Stephen Vitiello, Irvine Arditti, Stefano Scodanibbio, Sasha Gavrilov e membri dell'Ensemble Moderm. La particolarità della Uitti non sta tanto nelle solite caratteristiche di un grande musicista, ossia tecnica, sensibilità, suono, eccetera, bensì nella capacità di sperimentare ai limiti dell'umano col suo strumento: suona con due archetti, giocando con gli attacchi in maniera inaspettata, utilizza strumenti acustici ed elettrici a sei corde anziché quattro con i quali crea polifonie ardite, tira fuori successioni di accordi che ricordano quelli della chitarra e dei liuti, perché basati anche su incastri di corde a vuoto con altre premute. (Francesco Cisternino). La prima parte del programma è dedicata al grande Giacinto Scelsi, mentre la seconda prevede l'esecuzione di Rap't, composizione della Uitti, già presentata con successo a Londra all'Huddersfield festival. "Frances-Marie Uitti is very much the Grande Dame of the avant garde" BBC Music Magazine.
www.uitti.org
• FEDERICO PASSERA ensemble (Italia)
"Tema con soffio inverso"
Maurizio Cepparo_ basso tuba, basso tuba preparato
Angelo Di Giorgio_ sassofoni
Federico Passera_ elettronica dal vivo, regia del suono
Massimo Tomadini_ basso tuba, basso tuba preparata
prima assoluta
Un lavoro che incorpora strati espressivi differenziati, e ciò è reso possibile mediante traslazioni del suono nei vari ambiti. Le articolazioni “interne” del materiale sonoro prescelto, sono perlopiù trattate con gli strumenti. Il frequente impiego di imboccature diverse e l’attuazione di tecniche d’emissione combinate (flussi ventil, falsetti, canneggi aperti ecc.), conferiscono al suono un alto grado di mobilità micro-intervallare e timbrica. Quale ulteriore estensione in tal senso, la mobilità del suono è già implicita nella “dislocazione” degli eventi sonori in partitura, da cui traspare, fra l’altro, una certa affinità con l’hochetus contraduplex trecentesco. La spazializzazione per mezzo del Live Electronics, il richiamo a procedimenti compositivi afferenti ad epoche diverse, sono, nell’idea compositiva, tracce di un suono costantemente “errante” nel tempo e nello spazio… Federico Passera opera nell'ambito musicale da oltre trent'anni. Ha partecipato in qualità di co- autore ed allestitore, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bergen (Norvegia) e il Dipartimento di Fotografia dell’Università di Scienze Applicate di Bielefeld (Germania), alla realizzazione dell’installazione multimediale “Heimat. l’altrui scale” presso il Museo Revoltella (Trieste) e presentata successivamente al The Bergen Festival of Contemporary Music (Norvegia). Sono state eseguite sue composizioni elettroacustiche alla Biennale di musica elettronica “La terra fertile” (L’Aquila); al The Bergen Festival of Contemporary Music (Norvegia); presso il Conservatorio Nazionale della Regione di Perpignan (Francia); all’ Università di Iowa – School of Music (USA); al festival di musica contemporanea MANCA di Nizza. Recentemente ha collaborato con l’Università di Udine nell’ambito del progetto DISCuTe, ideando e realizzando l’installazione audiovisiva IL ROVESCIO - indossare la macchina narrante.
• BRÖTZMANN-PLIAKAS-WERTMÜLLER (Germania/Svizzera)
Peter Brötzmann_ sax alto e tenore, clarinetti, tarogato
Marino Pliakas_ basso elettrico
Michael Wertmüller_ batteria
Da quarant'anni Peter Brötzmann sta percorrendo una strada autonoma, libera da compromessi e cadute di tono. Radicale era, e radicale rimane, con i suoi sessant'anni e più sulle spalle. Il Brötzmann che ancora apprezziamo: quello delle melodie circolari, strappate con veemenza dai clarinetti o dai sassofoni; quello della potenza di emissione e dei suoni parassiti che si aggiungono a grappoli di note molto crude e sporche, ma allo steso tempo dense di poesia. Dopo aver iniziato una promettente carriera come pittore, la personalità di questo personaggio, schivo e, a volte, un po' enigmatico, si esplica nella musica. Brötzmann e' in tour nel 1966 con Carla Bley, Michael Mantler e Steve Lacy, e il suo debutto discografico e ' nel 1967 con Peter Kowald and Sven-Åke Johansson. Nel 1969 con Kowald, Hans Reichel e numerosi altri musicisti, fonda l'etichetta FMP come una cooperativa, e nel 1968 fa uscire un disco-manifesto chiamato Machine Gun, uno dei classici del free jazz europeo. Nel 1986, forma i Last Exit con Bill Laswell, Sonny Sharrock e Ronald Shannon Jackson. Nel 1990 e' in tour con Nicky Skopelitis, Sharrock e Ginger Baker negli USA. Ha anche lavorato con Don Cherry, Derek Bailey, Cecil Taylor, Fred Hopkins, Rashied Ali, Evan Parker, Keiji Haino, Misha Mengelberg, Anthony Braxton, Marilyn Crispell, Andrew Cyrille, Phil Minton, Alfred 23 Harth, Tony Oxley . I suoi ultimi progetti sono la band-tributo ad Albert Ayler " Die Like a Dog" con Hamid Drake, William Parker e Toshinori Kondo, e il Chicago Tentet con Ken Vandermark, Hamid Drake, Mats Gustafsson , William Parker, etc. In questa occasione con una formazione travolgente: la grande classe di un trio svizzero-tedesco, che unisce il meglio della scena free jazz berlinese a sperimentazioni noise & ambient.
www.shef.ac.uk/misc/rec/ps/efi/mbrotzm.html
www.marinopliakas.com
www.michaelwertmueller.com
• SAADET TÜRKÖZ (Turchia/Kazakh)
Saadet Türköz_ voce, composizione, liriche
Nata a Istanbul e vive attualmente a Zurigo. Vista la pressione politica del governo cinese nei confronti del popolo turco del Turkestan dell’est (Regione autonoma del Uyghur) i suoi genitori si trasferirono a Istanbul dove si stabilirono come rifugiati kazachi. Hanno comunque trasmesso a Saadt la ricca tradizione orale e musicale delle montagne dell’Asia centrale. A 20 anni, Saadet, lascia Istanbul per raggiungere la sorella in Svizzera e dove ha scoperto un nuovo ed eccitante mondo di musica: free jazz, improvvisazione e una apertura verso la sperimentazione che si affiancò al suo approccio imparziale delle tradizioni musicali delle sue origini. Nelle improvvisazioni come nelle performances di canzoni turche e kazache cerca di trasformare la memoria. Cerca di evocare luoghi e atmosfere attraverso il significato della voce e della musica che trascende dai confini culturali. La memoria è in ogni luogo identica, non mutabile, ma l’espressione differisce: la percezione individuale sviluppa una impressione personale della vita culturale. Ha collaborato, tra gli altri, con: Elliot Sharp, Eyvind Kang, Peter Kowald, Gianni Gebbia, Ikue Mori, Okkyung Lee, Mark Dresser, Fred Frith, the Black Sea Trio, Larry Ochs, Carl Stone, Xu Feng Shia, Peggy Lee, Alex Cline, Brent Arnold, Yagi Michiyo, Makigami Koichi.
www.saadet.ch
sabato, 10. Novembre 2007 dalle ore 21.00
• WAYNE HORVITZ & GRAVITAS Ensemble (Stati Uniti)
Wayne Horvitz_ piano
Sara Schoenbeck_ fagotto
Peggy Lee_ violoncello
Ron Miles_ tromba
Questa è una musica rarefatta, in quartetto, un po’ malinconica, molto invernale, splendida nella sua capacità di condensare emozioni. Una musica che costruisce morbidamente la sua filigrana con la perseveranza con la quale il ragno tesse la sua tela, negli angoli misteriosi che solo un colpo di luce polverosa sa poi evidenziare. La tromba elegante di Ron Miles, il fagotto sotterraneo di Sara Schoenbeck, il violoncello pastoso e lirico di Peggy Lee sono opportuni compagni di strada per il pianoforte di Horvitz. Siamo dalle parti della musica da camera contemporanea, la ricerca di punti di equilibrio inconsueti si esplica in ogni contesto, dal fraseggio involuto ed austero alla timbrica scura che profuma di colori tenui, dalla scansione ritmica pigramente distesa e morbidamente ellittica alla componente armonica che non si ferma davanti a nulla. Il linguaggio jazzistico è un simulacro appena sullo sfondo, una componente quasi occasionale, una sorta di coincidenza che non viene nascosta, ma neppure messa in particolare evidenza. Il ruolo dell’improvvisazione è sottile e impalpabile, questa musica apparentemente potrebbe essere completamente scritta, ma alla resa dei conti non lo è affatto. (Maurizio Comandini) Wayne Horvitz, compositore, pianista e tastierista ha collaborato con Carla Bley, Bill Frisell, Fred Frith, Robin Holcomb, Butch Morris, John Zorn, World Saxophone quartet....
www.waynehorvitz.com
• KAMMERER-CATTIVELLI (Italia)
'I miss you paradise'
Margareth Kammerer_ voce
Daniela Cattivelli_ computer, campionatore
Daniela Cattivelli e Margareth Kammerer in passato sono state tra le fondatrici di una serie di gruppi musicali italiani la cui poetica era fortemente radicata in una sperimentazione che oscillava tra la composizione e l’improvvisazione collettiva. Tra questi ricordiamo il Laboratorio di Musica e Immagine, Fastilio, Eva Kant. Dopo quelle esperienze, negli ultimi anni, ciascuna ha intrapreso una ricerca personale. Margareth Kammerer, trasferitasi a Berlino, si è dedicata alla forma canzone con progetti solistici ed altri in collaborazione con musicisti della scena sperimentale berlinese. Ha collaborato con Jason Forrest, Otomo Yoshihide Jazz Orchestra e il suo primo cd "To be an animal of real flesh" è stato segnalato tra i migliori 10 cd dell'anno dalla rivista Blow Up. Daniela Cattivelli si è invece orientata verso una serie di nuovi progetti non più in veste di sassofonista ma con un set elettronico. Ha sonato e collaborato con Butch Morris, Fred Frith, Jon Rose, John Oswald e Salvatore Sciarrino ecc. Le due musiciste si sono nuovamente incontrate con la scommessa di far confluire le loro ricerche in un progetto comune. Il risultato sono pop songs con un forte impianto epico, in cui le musiciste si divertono a giocare con suoni e strutture diverse, mixando campionamenti e suoni elettronici e rivelando influenze jazz, triphop e composizioni minimali. Ad All Frontiers per presentare il loro nuovo programma "I miss you paradise".
www.myspace.com/themagicid
www.myspace.com/therubyrubyruby
• MARC RIBOT (Stati Uniti)
Marc Ribot_ chitarra acustica e elettrica
Marc Ribot si distingue per la cifra stilistica e il suo suono inimitabili e per questo è stato prescelto da numerosi musicisti, da Jack McDuff e Wilson Pickett, da Tom Waits (15 anni di sodalizio), Elvis Costello, Marianne Faithfull, John Zorn. Vinicio Capossela lo ha chiamato per collaborare a molti suoi lavori. Originario del New Jersey, ha collaborato costantemente con gli artisti più innovativi della scena americana come Arto Lindsay, Don Byron, Evan Lurie/Lounge Lizard, Sun Ra Arkestra, Bill Frisell, Medeski Martin & Wood e moltissimo con John Zorn. Il lavoro accanto a John Zorn si intensifica da metà degli anni novanta: i due fondano il movimento della "Radical Jewish Culture", che ha influenzato molto la musica odierna a New York. Ribot suona regolarmente nei gruppi "Bar Kokhba" e "Electric Masada". Un interesse parallelo è quello per la musica cubana, concretizzato nel gruppo "Los Cubanos Postizos". Come solista non si può dimenticare il disco “Saints” del 2001 dove Ribot reinventa brani, da quelli dei Beatles a quelli di Bernstein. Un altro lavoro recente di Ribot è l’album pubblicato con il suo gruppo di free jazz, gli “Spiritual Unity”, dove ha interpretato brani di Albert Ayler. Continua a lavorare con “The Young Philadelphians”: Calvin Weston, Jamaaladeen Tacuma e Anthony Coleman. E’ sempre attivo in studio: tra i suoi recenti lavori l’ultimo disco di Tom Waits “Real Gone”, le collaborazioni con il compositore T Bone Burnett e le colonne sonore di film come “Ogni cosa è illuminata”, dal romanzo di Safran Foer e di “The Departed” di Martin Scorsese. Uno dei suoi capolavori è "Scelsi Morning" cd uscito per l'etichetta Tzadik ".
www.marcribot.com
domenica, 11. Novembre 2007 dalle ore 18.00
• CLIVE BELL (Inghilterra)
Clive Bell_ shakuhachi, khene mouth organ, cretan double pipes, stereo goathorns
Clive Bell è un musicista e compositore inglese che parla molto bene il giapponese e l'italiano, con disinvoltura. Nato nel 1950, sembra che con la maturità abbia deciso definitivamente di non scegliere più tra le carriere di virtuoso di shakuhachi e flauto, di improvvisatore, di cantante e autore pop, di giornalista e di produttore. I contesti in cui coniuga tutti quei ruoli, con risultati smaglianti, sono ben noti: British SummerTime Ends, Kahondo Style, Accordions Go Crazy, Frank Chickens, Él Records e così via. (Andrea Landini) "...Da bambino ho ricevuto ogni possibile incoraggiamento musicale. Mio padre era un apicultore, che faceva il miele più duro e buono che abbia mai assaggiato e dirigeva anche un'orchestra composta da dipendenti di compagnie assicurative londinesi. Quelli erano i suoi hobby. Sua moglie, una violista nevrotica, mi diede una lezione di pianoforte quand'ero molto piccolo e annunciò a mia madre che non avevo assolutamente alcun talento per la musica. Non presi sul serio quell'affermazione più di quanto non facessi con tutte le insensatezze che tiravano fuori i grandi e imparai entusiasticamente a suonare l'ukulele..." (Clive Bell/Musiche 1997) Ha collaborato con David Sylvian, Jah Wobble, Sylvia Hallett, Brian Eno, Bechir Saade, Christian Fennesz...
www.clivebell.co.uk
• SCHIAFFINI-PRATI-SCHIAVONI (Italia)
Forse in ogni vita/Scelsi tra musica e poesia
Giancarlo Schiaffini_ trombone
Walter Prati_ violoncello, elettronica
Silvia Fanfani Schiavoni_ voce
La ricerca di Scelsi è universalmente riconosciuta come unica, e senz’altro pionieristica nel panorama della musica colta occidentale del XX secolo. Isolato, ignorato o misconosciuto in Italia per lungo tempo, Scelsi trovò negli Stati Uniti, in Francia e in Germania i suoi primi estimatori. La sua musica, tesa com’è a individuare la sostanza ultima dell’esperienza e dell’espressione del suono, ha liberato potenzialità espressive del linguaggio musicale che ampliano a dismisura anche le reciproche potenzialità della dimensione dell’ascolto. La dimensione letteraria di Scelsi è meno nota, ma si muove nella medesima direzione. Radicata nella tradizione simbolista fino ai suoi esiti surrealisti, in lingua italiana e francese, la poesia di Scelsi libera la potenza espressiva della sostanza sonora del linguaggio. Ciò è tanto più vero nel momento della lettura ad alta voce. Consegnate alla vibrazione sonora, le parole di Scelsi acquistano una potenza evocativa immediata, e la qualità morale di quella ricerca solitaria, a tratti affannosa, a tratti gelida e sprezzante, viene svelata in tutta la sua drammaticità. Il tempo di Giacinto Scelsi, sia esso musicale o letterario, è un tempo psichico scandito da una pulsazione immaginale. E’ lo spontaneo generarsi dell’immagine mentale a creare l’esperienza dell’espressione:“In realtà sensazioni, emozioni, stati psichici non sono che immagini virtuali”. Dunque, l’identità tra suono immagine stato di coscienza che anima l’arte di Giacinto Scelsi ne prescrive, al contempo, l’irriducibilità a rigide categorie cognitive.“Forse in ogni vita: per Giacinto Scelsi” è una performance ispirata a tale irriducibile identità, in cui versi dell’artista e musiche originali di vari autori italiani a Scelsi dedicate verranno proposti in un continuo trascolorare da parola a suono, nell’intento di creare, appunto, un tempo per l’unicità dell’espressione d’arte, nell’incanto dell’immagine mentale. I testi sono tratti da Il sogno 101 – II parte, Il ritorno, di Giacinto Scelsi
www.giancarloschiaffini.com
• KEIJI HAINO solo (Giappone)
Keiji Haino_ chitarra elettrica, voce
Una delle rarissime occasioni di vedere Keiji Haino in Italia. È senza dubbio uno degli artisti più affascinanti ed influenti del panorama avant garde contemporaneo. Misteriosa figura attorno alla quale gravita tutta la scena del rock psichedelico giapponese, esordisce nel 1971 con il leggendario gruppo noise-rock Lost Aaraff e raggiunge la notorietà col trio Fushitsusha. L’approdo alla carriera solista con l’album “Watashi Dake” segna una tappa fondamentale nella sua carriera: la sua voce e la sua chitarra danno vita ad improvvisazioni dalla devastante profondità emozionale. Da ormai trent’anni Haino esplora la musica contemporanea offrendo performances in cui la (ri)scoperta del suono investe qualsiasi tipo di strumento, sia esso chitarra, batteria o electronics. Suona anche strumenti a percussione, sintetizzatori, la ghironda e altri strumenti (è un collezionista) della tradizione popolare. La tradizione del noise giapponese si mescola a quella del blues e del free jazz, creando un genere nuovo ed inimitabile. L’artista giapponese vanta collaborazioni con John Zorn, Thurston Moore, Peter Brötzmann, Fred Frith, Bill Laswell, Faust, Christian Marclay, fra gli altri. Haino si esibirà con i suoi due strumenti più famosi ed apprezzati in tutto il mondo, voce e chitarra elettrica, per uno show che lascerà il segno.
www5e.biglobe.ne.jp/~haino/
• KEIJI HAINO-PETER BRÖTZMANN (Giappone/Germania)
Keiji Haino_ chitarra elettrica, voce
Peter Brötzmann_ sassofoni
prima italiana
Per la prima volta in Italia questo super-duo. Tra Brotzmann e Haino è percepibile una sorta di comunione telepatica e di empatia. Due "leggende" contemporanee all'estremo delle loro possibilità. Un suono dirompente e allo stesso tempo poetico e sincero. Storico.
• MIDAIRCONDO (Svezia)
Lisen Rylander _sassofoni, voce, kalimba, elettronica
Lisa Nordström_flauti, voce, kalimba, vari pezzi di vetro e metallo, elettronica
Il duo si è costituito dopo essersi trovate a suonare insieme in alcune sedute d'improvvisazione. Dall'incontro è nato Midaircondo, un ensemble che unisce performance di grande impatto visivo ad una proposta sonora in equilibrio tra suoni acustici e digitali, spesso creati in diretta nel ricorso all'energia ed allo spirito del momento. Le due musiciste si sono rese conto di condividere la stessa voglia di sperimentare con i suoni e di allargare i propri orizzonti musicali; da quel momento hanno sviluppato una personale sonorità attraverso una serie di prove, alternando la definizione di un repertorio, con una personale elaborazione della forma della canzone pop, al ricorso all' improvvisazione. La strumentazione di Midaircondo è anche particolarmente originale con sax, flauto, voci e naturalmente laptop e campionamenti, a cui si uniscono una pletora di strumenti inusuali e di registrazioni di suoni astratti che caratterizzano la proposta musicale. A differenza di molti esponenti della nuova scena elettronica che preferiscono un'elaborazione della musica in studio di registrazione, l'ambiente ideale per il duo Midaircondo è la dimensione del concerto; il duo si è imposto proprio suonando dal vivo, partecipando a festival importanti come il Sonar diBarcellona e con vari tour in Europa e Giappone, che hanno consentito il perfezionamento di una forma musicale strutturata e coerente. In breve i concerti sono divenuti il punto di forza del duo e le loro ricche dinamiche, che variano da brani d'impatto a delicate pagine ambient animano il disco d'esordio"Shopping For Images", pubblicato dall'etichetta Type. "Shopping For Images" documenta l'energia vibrante delle Midaircondo, con sonorità davvero nuove ed incantatorie, combinando canzoni pop a loop elettronici e continue invenzioni, in una costante alternanza tra suoni elettronici ed acustici, dove fanno capolino numerose ispirazioni, il jazz più rarefatto e le sonorità algide della musica del Nord Europa, un'originale ricerca timbrica sulle percussioni ed una elaborata ricerca musicale "glitch", che confluiscono in brani di ammaliante melodia. A conclusione di All Frontiers 2007 per essere catturati nel magico mondo sonoro di Midaircondo.
www.midaircondo.com
tutti i concerti sono a ingresso libero
info / Associazione More Music
momusit@yahoo.it
www.moremusic.it
334 622 82 32
Promotori
la rassegna è presentata da
associazione culturale More Music
con il sostegno di
regione autonoma friuli venezia giulia
assessorato all’istruzione cultura e politiche della pace
presidenza del consiglio dei ministri
ministero per le politiche giovanili e le attività sportive
provincia di gorizia/giovani alla frontiera
assessorato alla cultura
comune di gradisca d’isonzo
assessorato alla cultura
Con il sostegno di
RAI RADIO 3
prohelvetia
fondazione svizzera per la cultura
libreria rinascita
radio onde furlane
connesso magazine
All Frontiers 2007
ideazione, progettazione
Associazione culturale More Music
direzione artistica e organizzativa
Tullio Angelini
coordinamento operativo
Daniela Cattalini
assistenza organizzativa
Denis Canciani
addetto Comune Gradisca d’Isonzo
Andrea Antonello
progettazione grafica
Roberto Duse
direzione Sala Bergamas
Enrico Cavallero
service audio
Media Service
fonico
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allestimenti scenici
Martina Pelican
documentazione fotografica
Paolo Jacob
web master
Lucio Furlan
stampa
Grafica Goriziana, Gorizia


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