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DI PRODIGI SEGRETI
Tracce di benandanti nell'Isontino
L' Associazione Culurale More Music di Monfalcone (GO)
intende dare alle stampe, nel corso dell'anno 2005, un
volume, caratterizzato da una elevata qualità grafica,
che riporta un articolato e complesso piano di ricerca
ed analisi sulla presenza dei benandanti
nell'Isontino, realizzata dall'Associazione.
Il volume sarà redatto da un qualificatissimo pool di
esperti e secondo la seguente griglia analitica:
Maurizio Puntin
esperto in toponomastica
Considerazioni a carattere storico-linguistico /
toponomastica
Ivan Crico
poeta e ricercatore filologia dialetto 'bisiac'
Ricerca sulla koiné dei benandanti
Franco Fabbro
neurologo - preside facoltà di
Scienze della Formazione dell'Università di Udine
Neurobiologia della spiritualità
Gian Paolo Gri
antropologo - docente antropologia culturale Università di Udine
Indagine socio-culturale del fenomeno e la tipicità isontina
Giancarlo Toniutti
ricercatore in campo morfologico ed antropologico,
compositore di musiche elettroacustiche
Antropologia comparativa intorno ai benandanti
Luigi Gervaso
esperto in studi ecclesiastici - Università degli Studi di Trieste
Studio sulla religiosità popolare monfalconese tra '500 e '600
Come peraltro noto, in Bisiacaria, in particolare, vi furono tre benandanti storici: Giovanna Summagotta, Caterina Domenatti, Toffolo di Buri.
La Bisiacaria è un'isola linguistica, dove si parla ancora il dialetto 'bisiac'. E' situata nei dintorni di Monfalcone, provincia di Gorizia e compresa tra i fiumi Isonzo e Timavo. La ricerca si configura come un approfondimento a carattere locale dell'oramai famoso libro di Carlo Ginzburg (apparso in prima edizione nel 1966), che ha ricostruito una vicenda che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. I benandanti - così si chiamavano nel Friuli, tra la fine del '500 e la metà del '600, i portatori di un culto della fertilità - si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti.
Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui benandanti consentono di avanzare un'ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
"Il Ginzburg - ha scritto Albero Tenenti su "Studi storici" - propone all'attenzione degli studiosi una massa di documenti che nessuno prima di lui aveva sfruttato. In un campo in cui le indagini sono così scarse e lo stesso ritrovamento di materiale nuovo è assai arduo, non si può non plaudire alla sua ricerca e annettere la più grande importanza alle serie archivistiche da lui messe in luce".
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